Accordo di sopravvivenza

In molti hanno definito “storico” l’accordo raggiunto sabato scorso a Bali, dove i negoziatori dei 159 paesi aderenti all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) hanno chiuso l’intesa che, in teoria, doveva essere quella lanciata a Doha nel 2001. Un mondo globalizzato dove gli scambi liberi aiutano lo sviluppo del pianeta, dove non esiste un nord e un sud. Ma del Doha round nel testo siglato a Bali quasi non c’è traccia.
15 AGO 20
Immagine di Accordo di sopravvivenza
In molti hanno definito “storico” l’accordo raggiunto sabato scorso a Bali, dove i negoziatori dei 159 paesi aderenti all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) hanno chiuso l’intesa che, in teoria, doveva essere quella lanciata a Doha nel 2001. Un mondo globalizzato dove gli scambi liberi aiutano lo sviluppo del pianeta, dove non esiste un nord e un sud. Ma del Doha round nel testo siglato a Bali quasi non c’è traccia. Soprattutto ci sono poche battaglie commerciali che l’Italia ha compiuto in questi anni. Una su tutte: la tutela delle indicazioni geografiche, necessarie per combattere i fenomeni di contraffazione, soprattutto alimentare, sono praticamente scomparse. Rimandate. Così come il tema dell’apertura dei servizi che aveva visto il governo Berlusconi battersi nei vertici di Cancún e Hong Kong, poi finiti con degli insuccessi. Non c’è nulla sul tema degli investimenti, della concorrenza o del flusso dei dati. Si brinda a un accordo cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno, perché c’è la promessa di intervenire – dal 2015 – sugli ostacoli non tariffari per migliorare lo sdoganamento delle merci. Può bastare questo per dire che siamo di fronte a un accordo storico? I mercati non hanno festeggiato granché. Perfino il direttore generale del Wto, il brasiliano Roberto Azêvedo, ha detto che bisogna rivedersi a Ginevra per riprendere l’agenda Doha. Si è salvata la faccia. Ma intanto i player mondiali abbandonano questo multilateralismo fine a se stesso e si lanciano nei negoziati bilaterali; l’Europa vuole chiudere quello con Canada e Stati Uniti al più presto. A Bali il film del volemose bene è servito a poco. E’ servito a mantenere in vita il Wto.